Chebika, il castello di sole tunisino

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Il villaggio di Chebika, Tunisia © Andrea Lessona

Il villaggio di Chebika, Tunisia © Andrea Lessona

Riverbero antico di mura sfinite, il villaggio di Chebika sfoca nel deserto di Djerid. Resti di case spazzate via dall’alluvione del 1969 e inariditi dal sole che sempre brucia in questa zona nel sud ovest della Tunisia sono un’importante meta turistica.

Le rovine del piccolo paese e la sua oasi si raggiungono in macchina percorrendo la Route 3 da Kairouan a Metlaoui, poi seguendo strade secondarie da El Hamma du Jerid oltre il Chott El Gharsa per circa 24 chilometri.

Chebika si distende arida ai piedi delle montagne del Djebel el Negueb e per la sua posizione è conosciuta come Qasr el-Shams, il castello di sole. Un tempo era un avamposto romano, chiamato “Ad Speculum” e poi un rifugio di montagna del popolo berbero.

Mentre cammino tra i resti delle abitazioni, penso a chi dovette fuggire lasciando beni e ricordi. Le piogge cadute violente per tre settimane sfregiarono le case di fango e mattoni alla tipica architettura sahariana. Ora le hanno ricostruite più a valle e più solide.

Lasciando i ruderi del villaggio di Chebika alle mie spalle, salgo il sentiero che sembra finire dentro la montagna: un passaggio stretto tra le roccia rosa mi porta di là, in un’altra dimensione. Forse in un altro tempo.

Dalla stradina che curva e scende ripida, intravedo il verde delle palme e sento il rumore lieve della cascata: scivola piano e forma un ruscello indispensabile per le piante, gli animali e i pochi abitanti rimasti qui.

“Se non ci fosse più acqua se ne sarebbero andati da tempo – mi spiega la guida –. Non si può vivere senza nel deserto. Dobbiamo ringraziare i giapponesi, per questo. Sono venuti qui e con la loro tecnica hanno salvato l’oasi di Chebika dandoci la vita”.

Dopo aver fissato la statua grande di uno stambecco, tipico animale della zona, scendo la scalinata e arrivo davanti al verde smeraldo dell’acqua: cade dalla montagna come se ne fosse parte.

Forma un cerchio quasi perfetto e poi si incanala lungo il tragitto tra i fusti delle piante dal fogliame largo. Ne seguo il flusso sino a dove il sentiero risale la collina montagnosa e mi riporta vicino alle rovine di Chebika, riverbero antico del castello di sole.

Per approfondire:
Wikipedia

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