Chott El Jerid, il lago salato della Tunisia

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Scorcio di Chott El Jerid  © Andrea Lessona

Scorcio di Chott El Jerid © Andrea Lessona

Infinita distesa cristallizzata, Chott El Jerid è riverbero denso di tante sfumature: con la sua superficie di oltre cinque mila chilometri quadrati, il lago salato della Tunisia delinea il paesaggio nel sud ovest del Paese.

È lì, lungo la P16, la strada che lo attraversa e unisce le città di Tozeur e Douz, che vive da che se ne ha memoria: in passato si pensava fosse il bacino leggendario di Tritone, citato sia da Plinio sia da Erodoto nonostante non ne conoscessero la giusta posizione.

Oggi il lago salato della Tunisia è riserva preziosa di sale e trionfo degli occhi che, come i miei, ammirano increduli questo divenire estatico di colori differenti. Basta un raggio di sole, una venatura incisa dal tempo, l’ombra di una nube a cambiarne aspetto.

Il volto di Chott El Jerid è un agglomerato vivo di cristalli salini che poggia su un fondo sabbioso e argilloso. Si distende per oltre 250 chilometri, con una larghezza di venti che ne fanno il bacino più grande della Regione.

In estate, a causa delle temperature elevate che possono raggiungere anche i cinquanta gradi il lago salato della Tunisia è secco. Visto dalla strada, i cristalli distesi sembrano ghiaccio denso – un deserto bianco che finisce dove inizia quello del Sahara.

Le piogge – non più di cento millimetri all’anno – sciolgono la crosta, e il sale raggiunge la superficie di Chott El Jerid. Il vento la ricopre di sabbia, dandole tonalità uniche e cangianti che si possono vedere dall’asfalto della P16.

D’inverno, invece, la pochissima acqua in superficie rende il lago salato della Tunisia uno specchio tremulo: riflette le montagne intorno, corona preziosa a cingere la maestà di questo luogo unico.

A rompere la perfezione di Chott El Jerid, oltre all’asfalto che lo sfregia, l’uomo e le sue creazioni: montagnole di sale e le macchine per raccoglierlo, una catapecchia in legno per vendere ricordi e le statue di cristalli salati di fronte.

Per approfondire:
Wikipedia

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