Mahdia, Tunisia di mare e turismo

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La Grande Moschea di Mahdia, Tunisia © Andrea Lessona

La Grande Moschea di Mahdia, Tunisia © Andrea Lessona

Le possenti mura califfali della Grande Moschea di Mahdia nascondono ai miei occhi il mare della Tunisia. Costruita nella parte meridionale della penisola su cui sorge la Medina, la struttura venne eretta, poco dopo la fondazione della città, su di una piattaforma artificiale sottratta alle acque.

Nonostante l’edificio abbia subito molto modifiche dalla sua fondazione nel 916 da parte del primo Imam fatimide Ubayd Allah al-Mahdi, è ancora oggi il simbolo di questa cittadina di 45 mila abitanti all’estremità meridionale del Golfo di Hammamet, a 205 chilometri a sud di Tunisi.

Una cittadina che si gira tranquilla e che fa dell’ospitalità cosmopolita una sua prerogativa: le spiagge argento e i molti alberghi l’hanno resa negli anni un approdo per moltissimi viaggiatori che qui vengono ogni anno e occupano la zona turistica situata a nord nel quartiere di Hibun.

Ma il cuore della città è la Medina: al suo ingresso sorge la Skifa, una porta enorme, monumento simbolo di Mahdia. Attraverso le scale laterali si accede alle terrazze da cui si ha una vista d’insieme. Passando sotto la porta si entra in un dedalo di vie strette dove sorgono negozi di souvenir, tappeti e oggettistica per ogni gusto e tasca.

È il centro cittadino in cui si vive la sua storia. Una storia iniziata con i fenici, proseguita coi romani, sino alla fondazione di un centro mussulmano con il nome nuovo e definitivo originato dal califfo al-Mahdi.
Le possenti mura della Grande Moschea di Mahdia, Tunisia © Andrea Lessona
È quello il periodo di edificazione strutturale che rende la nascente cittadina una fortezza pressoché inespugnabile, l’obiettivo del suo fondatore: Mahdia doveva essere una città-rifugio, in grado di resistere a qualsiasi tipo di assedio dopo le crescenti ostilità della popolazione sunnita all’imposizione del credo sciita.

Oggi, invece, è diventata un centro terziario in sviluppo con un polo d’insegnamento superiore come la rinomata Institut d’économie et de gestion aperta nel 1999. Costruita sul mare è però proprio dal mare che trae vita: non solo dal turismo crescente ma anche dal pescato nelle sue acque. Mahdia è infatti il primo porto di pesca della Tunisia.

I moli della città sono da vivere quando il lavoro intenso mette a dura prova i marinai che, frenetici, debbono consegnare i regali del Mediterraneo al mercato coperto del pesce. L’ho visitato prima: un bazar di colori e odori intensi che si alternano a quelli delle spezie e delle mercanzie nella sala a fianco dell’edificio che lo ospita.

Nella strada vicina, molte bancarelle vendono di tutto a cominciare dall’olio di oliva. Mahdia, infatti, si trova a est di un grande uliveto posseduto da varie famiglie importanti. Dai suoi frutti vengono prodotti anche paté di olive e sapone.

Proseguendo sulla via ripasso davanti alla Grande Moschea e costeggiando le sue potenti mura in cui è incastonato il portale monumentale mi ritrovo davanti al mare. Il tributo della città alle sue acque è ovunque: si trova in enormi statue di pesce erette sulle rotonde stradali e nel cimitero marino più in là: bianche tombe distese guardano all’infinito il mare della Tunisia.

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