Parco nazionale di Jebil, mare di dune tunisino

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Le onde di sabbia nel Parco nazionale di Jebil, Tunisia © Andrea Lessona

Le onde di sabbia nel Parco nazionale di Jebil, Tunisia © Andrea Lessona

Mare infinito di sabbia e dune, il profilo del Parco nazionale di Jebil muta nel mutare della pista che l’attraversa: stretto al sedile della mia jeep, lo vedo disegnarsi diverso a ogni sobbalzo.

Come una zattera alla deriva, il 4×4 si alza e si abbassa tra i marosi di rena che in alcuni punti estremi possono raggiungere i 200 metri di altezza. Si sale lassù per poi lasciare scivolare il mezzo sino a quaggiù.

Le abili mani di Du timonano il volante sicure, e portano la jeep e il mio stomaco nella loro posizione naturale. Entrambi in salvo, il mio autista ed io continuiamo ad attraversare i 150 mila ettari del Parco nazionale di Jebil – il più grande della Tunisia.

Costituito nel 1994, ai margini del Grande Erg Orientale, è l’unico degli otto presenti nel Paese a distendersi nel deserto del Sahara. Inizia a Sud, quasi subito fuori Douz, la città crocevia da cui sono partito stamane per attraversare questo nulla apparente.

Un nulla apparente cui la Tunisia tiene moltissimo, tanto che la maggior parte delle specie vegetali e animali del Parco nazionale di Jebil sono protetti: un tesoro vivo da custordire e preservare.

Come ad esempio l’ubara, l’allodola beccogrosso, la grandule del Senegal, il succiacapre isabellino, la passera del deserto. E poi ci sono i mammiferi: la gazzella delle dune, il fennec e lo sciacallo.

A jeep ferma e finestrino abbassato, mi sembra di sentirlo in lontananza. Du mi dice che è solo il vento: mulinella tra le sterpaglie e inganna. Come il tempo e lo spazio che nel Parco nazionale di Jebil appartengono a dimensioni differenti.

Dopo un sorso d’acqua, bevuto per togliere la sabbia dalla bocca, ripartiamo. L’autista accelera: la strada per arrivare alla collina di Timbaine e poi a Camp Mars è ancora lunga. Come una vela bianca, la jeep continua ad attraversare questo infinito mare di dune.

Per approfondire:
Wikipedia

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