Ribat di Monastir, il monumento faro della Tunisia

di
Il Ribat di Monastir, Tunisia © Andrea Lessona

Il Ribat di Monastir, Tunisia © Andrea Lessona

Le mura del Ribat di Monastir sono uno scrigno a cielo aperto: conservano la storia della città e della sua fortezza. Viste dal cortile sono ancora più imponenti rispetto a prima, quando da fuori le guardavo riempire l’orizzonte della costa del Sahel tunisino.

Fondato nel 796 circa dal generale abbaside e governatore di Ifriqiya, Harthimâ Ibn A’yûn, per difendere la costa dagli attacchi della flotta bizzantina, questo monumento faro si trova all’interno della casba. Il lato nord venne ingrandito sotto il regno degli Aglabidi nel IX secolo. Quello sud, invece, fu ammodernato nel 966 dalla dinastia dei Fatimidi.

Ma fu nel 1424 che il Ribat di Monastir crebbe ancora distendendosi su 4200 metri quadrati. Le ulteriori modifiche tra il XVII e XVIII secolo portarono all’edificazione di contrafforti, torri e bastioni poligonali e circolari per ospitare pezzi d’artiglieria.

La fortezza è l’esito finale di una evoluzione edificatrice durata centinaia di anni. Per scoprirla e accedere al cortile mi è bastato superare l’entrata ai piedi della torre poligonale e camminare il corridoio a forma di gomito ai cui lati ci sono le sale di guardia.

In piedi nel mezzo, ho ruotato su me stesso come un bimbo il girotondo, e ho visto il Ribat di Monastir nella sua vastità fortificata. Poi ho salito le scale e, raggiunto il primo piano, sono entrato nell’antico oratorio.

Oltre la sua porta di legno pesante, oggi c’è un museo d’arte islamica aperto il 5 agosto 1958. Nell’interno lo stupore è diventato meraviglia: protetti da teche e dagli occhi attenti dei custodi ci sono manoscritti miniati dal valore inestimabile.

Il più importante è certo quello fatto di foglie con scritte a mano del Corano. Girando la sala ho scoperto altri tesori: tessuti copti del IV e VIII secolo, tessuti tulunidici del IX secolo, ceramica abbasside, monete d’oro e argento del X e XI secolo.

E poi ancora il pezzo unico di questa favolosa collezione: l’astrolabio arabo costruito a Cordova nel 927. Insieme a tutti gli altri viene visto e ammirato da oltre cento mila visitatori ogni anno.

Uscito dal museo sono salito sul Nadur, la torre del Ribat di Monastir che sembra davvero un faro: dalla sommità il cielo negato giù dalle possenti mura mi è sembrato ancora più blu. Blu come il Mediterraneo che sfocava nell’orizzonte della Tunisia.

I commenti all'articolo "Ribat di Monastir, il monumento faro della Tunisia"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...