Sidi Bou Said, Tunisia in bianco e blu

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Sidi Bou Said, Tunisia © Andrea Lessona

Sidi Bou Said, Tunisia © Andrea Lessona

Antico borgo a picco sul mare della Tunisia, Sidi Bou Said è un dipinto bianco e blu: il suo tratteggio di colori vivi sembra scivolare in armonia su tutti gli edifici di questo paese sospeso sulla costa, a soli venti chilometri da Tunisi.

È in questo luogo che tra il XII e il XIII secolo, il religioso musulmano Abou Said ibn Khalef ibn Yahia Ettamini el Beji costruì un santuario e poi si ritirò in preghiera. Allora nella zona c’era un semplice villaggio, noto come Jabal el-Menar.

Dopo la morte nel 1231, fu sepolto qui e il posto prese il nome di Sidi Bou Said. Nel XVIII secolo i governatori turchi dell’attuale capitale tunisina e i diversi cittadini benestanti costruirono numerosi residence.

Gli stessi abbelliti e modernizzati che ancora oggi incontro mentre cammino questo borgo di cinque mila abitanti reso unico dai colori che vestono le sue case e i suoi edifici più importanti. Fu il pittore francese Rodolphe d’Erlanger a renderlo così nei primi anni venti del Novecento.

Colate bianche alle pareti divise da finestre, tende, porte e portoni blu. Blu come il mare davanti che sempre riflette Sidi Bou Said nel suo porto dabbasso, dove imbarcazioni di ogni tipo aspettano calme di uscire al largo.

Le guardo seduto a uno dei tanti tavolini del Cafè des Nattes, il locale preferito da Jean-Paul Sarte e Simone de Beauvoir. Anche io come loro, e tutti gli altri artisti vissuti e passati da qui, mi gusto il famoso tè alla menta con pinoli. E mi godo l’orizzonte.

Dietro il locale c’è il marabutto, la costruzione architettonica a forma di cono innalzata sulla tomba di Bou Said Khalaf el Beji. Dopo averla ammirata proseguo la mia passeggiata lungo la via principale.

Giardini curatissimi e buganvillee in fiore ravvivano il bianco degli edifici di Sidi Bou Said. Così come la merce esposta nei vari negozi: dalle bancarelle colori e odori intensi riempiono gli occhi e impregnano l’aria già densa di salsedine, soprattutto vicino al promontorio.

Seduti su un muretto a secco, due giovani stretti a sé guardano il mare e le sue onde leggere increspare di bianco il blu le acque tunisine.

Per approfondire:
Wikipedia

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